
Con l’ambizione di far evolvere il nostro ruolo da semplici produttori di verde a promotori di un ecosistema urbano più sano e vitale, abbiamo commissionato a PNAT (Project Nature) l’elaborazione di schede grafiche relative ai benefici ambientali di più di 50 specie coltivate con elevati standard di sostenibilità.
I risultati ottenuti esprimono il valore dei benefici prodotti da ogni specie dopo aver trascorso i primi sette anni di vita nei nostri vivai e nei successivi anni dopo la messa a dimora, simulando condizioni di crescita ottimali.
Quantificare questi benefici è uno strumento straordinario per comprendere l’importanza del nostro patrimonio naturale, che dobbiamo preservare, e dove possibile, integrare, valorizzando così il nostro prodotto.
Le aree verdi sono uno strumento prezioso per poter ridurre significativamente i livelli di inquinamento, l’erosione del suolo, incrementare lo stato di benessere dei cittadini e preservare la biodiversità.
La sensibilità verso le questioni ecosistemiche non può restare uno slogan vuoto, deve invece diventare un’opportunità concreta per impegnarsi seriamente in progetti che ricollocano la persona al centro, promuovendo uno stile di vita salutare e un equilibrio sostenibile con l’ambiente.
L’obiettivo del progetto è misurare la crescita del tronco e, di conseguenza, l’aumento della biomassa degli alberi, per ottenere dati in tempo reale sulla crescita e, quindi, la quantità effettiva di CO₂ immagazzinata da ogni albero. I dati vengono elaborati e presentati come la quantità cumulativa di carbonio immagazzinata dagli alberi durante la loro crescita.
Cosa si intende con sequestro e stoccaggio della CO2? È noto che gli alberi assorbono la CO2 attraverso la fotosintesi, riducendo l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e stoccandola permanentemente nelle parti legnose, incluse le radici.
Lo stoccaggio si riferisce all’accumulo di carbonio nella biomassa vegetale viva, mentre il sequestro indica il processo a lungo termine di rimozione della CO2 dall’atmosfera e il suo immagazzinamento in vari serbatoi terrestri, inclusi il suolo e la vegetazione.
Il valore di CO2 sequestrato non è un valore standard; esso infatti è variabile sulla base di diversi fattori che ne influenzano le quantità: come, ad esempio, la specie della pianta con le sue specifiche caratteristiche di crescita e capacità fotosintetiche, condizioni ambientali, disponibilità di acqua, fattori di stress ambientale (…).
Recenti ricerche confermano e promuovono il ruolo che il verde può rivestire nel migliorare la qualità ambientale, proprio attraverso benefici e servizi, i cosiddetti servizi ecosistemici, fra cui la riduzione che le piante attuano nei riguardi del particolato sottile, noto anche come PM.
Per materiale particolato aerodisperso si intende l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente.
Il termine PM10 identifica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 10 µm. Queste sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e possono, quindi, essere trasportate anche a grande distanza dal punto di emissione. Hanno una natura chimica particolarmente complessa e variabile, possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, dal naso alla laringe. Il PM10 può avere sia un’origine naturale (l’erosione dei venti sulle rocce, le eruzioni vulcaniche, l’autocombustione di boschi e foreste) sia antropica (combustioni e altro). Tra le sorgenti antropiche un importante ruolo è rappresentato dal traffico veicolare.
PM 2.5 Particelle con diametro aerodinamico inferiore a 2,5 µm. Possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell’apparato, fino a raggiungere i bronchi.
O3 (ozono) L’ozono troposferico è un inquinante secondario che si forma attraverso processi fotochimici in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d’azoto (NOx) e i composti organici volatili (COV). Le concentrazioni di ozono più elevate si registrano nei mesi più caldi dell’anno e nelle ore di massimo irraggiamento solare. Nelle aree urbane l’ozono si forma e si trasforma con grande rapidità e con un comportamento molto complesso e diverso da quello osservato per gli altri inquinanti. Le principali fonti di emissione dei composti precursori dell’ozono sono: il trasporto su strada, il riscaldamento civile e la produzione di energia. L’ozono può causare seri problemi alla salute dell’uomo e all’ecosistema, nonché all’agricoltura e ai beni materiali.
NO2 (biossido di azoto) gas di colore bruno-rossastro, poco solubile in acqua, tossico, dall’odore forte e pungente e con forte potere irritante. É un inquinante ad ampia diffusione che ha effetti negativi sulla salute umana e insieme al monossido di azoto contribuisce ai fenomeni di smog fotochimico (é precursore per la formazione di inquinanti secondari come ozono troposferico e particolato fine secondario) di eutrofizzazione e delle piogge acide.
SO2 (biossido di zolfo) gas incolore, dall’odore acre e pungente e molto solubile in acqua. È un inquinante primario che, una volta immesso in atmosfera, permane inalterato per alcuni giorni e può essere trasportato a grandi distanze. Il biossido di zolfo contribuisce sia al fenomeno dell’inquinamento transfrontaliero, sia alla formazione di deposizioni acide, secche e umide e alla formazione di PM secondario.
Deflusso evitato o runoff è la quantità di acqua piovana che viene trattenuta, assorbita dalla vegetazione che quindi regola il deflusso delle acque meteoriche riducendo il rischio di allagamenti.
METODOLOGIA DI STIMA
In seguito alla selezione delle specie con l’ausilio di un software sviluppato a partire da un modello americano creato da Nowak et al. e l’USDA Forest Service’s Northern Research Station, sono stati valutati i benefici di ciascuna di esse.
Tutti i benefici sono stati calcolati in due periodi temporali, sette e cinquanta anni di età. Il modello utilizza equazioni allometriche basate sui dati fisici delle piante per stimare i vantaggi apportati dalle stesse. In particolare, con il solo dato relativo al diametro a petto d’uomo o d.b.h. (misura espressa in centimetri della larghezza del fusto ad altezza da terra di 130 cm), è stato possibile determinare tutti i parametri necessari
nel sito vannucci piante